Amelia - Vibo Valentia Trasgressiva

Amelia - Vibo Valentia Trasgressiva



Evaristo si stava sedendo a tavola, quando Amelia, sua moglie, mentre finiva di apparecchare, gli disse:
"Me ne vado, vado a vivere con Romualdo, è un anno che scopiamo insieme, voglio stare con lui... "
Evaristo, che amava sua moglie, sbiancò in volto e la sua mente prese a lavorare freneticamente in cerca di una soluzione, mentre sua moglie insisteva:
"Non cercare di impedirmelo, ormai ho deciso!"
"Non ti impedisco nulla, come potrei... Ti chiedo solo, oggi,di fare, quello che ti chiederò"
"Guarda, che di scopare non se ne parla!"
"Niente scopate, ti chiederò altre cose, ti piaceranno... "
Evaristo si tolse la maglia e i pantaloni e rimase in slip. Amelia con voce preoccupata disse:
"Avevo detto che di scopare non se ne parla... "
"Niente scopate, aspettami qui"
Evaristo andò nello sgabuzzino e tornò con una grossa frusta, di quelle che usavano un tempo i cocchieri e disse:
"Era di mio nonno"
Amelia cominciava ad essere spaventata e quasi gridando:
"Evaristo, che vuoi fare?"
"Io niente, sei tu che devi fare, prendi"
La moglie si trovò con la frusta in mano, mentre l'uomo si abbassava gli slip e si appoggiava allo schienale di un sedia
"Adesso colpisci con tutta la forza, colpisci fino a che non ne puoi più!"
La donna, più per assecodare un pazzo pericoloso che per convinzione, cominciò a colpire.
Però l'intensità dei colpi cresceva e la donna prese a gridare:
"Lurido pervertito... Sporcaccione... ti darò la lezione che ti mariti"
E altre espressioni equivalenti.
La frusta lasciava sulla schiena e sulle natiche dell'uomo tracce rossastre.
Il pene di Evaristo era diventato grosso e duro.
Finalmente il braccio di Amelia, ricadde senza forza e la donna disse:
"Sono arrapatissima!"
Si riversò all'indietro su un divano, aprì le gambe, sotto non portava nulla,s'infilò lo spesso manico della frusta nella fica e prese amuoverlo in su e in giù, in preda a una vera frenesia.
Godette più volte e finalmente si stese sul divano:
"Sei contento, adesso?"
Amelia si alzò e cominciò a muoversi:
"Dove vai?"
"Al cesso!"
"A fare che?"
"Come a fare che? Devo cacare!"
"Bene desidero che cachi nal mio piatto e pisci nel mio bicchiere"
"Sei diventato matto? Non ti fa schifo"
"No, mi sono dovuto allenare a lungo, per superare il normale disgusto, ma adesso è solo un piacere. Poi se la merda e della donna che ami è una gioia indicibile!"
Dubbiosa:
"Va bene... Se proprio vuoi..."
Amelia prese un boccale e iniziò a pisciarci dentro, mentre il marito teneva il piatto sotto l'orifizio anale.
Getti di liquido dorato riempiono il recipiente, mentre dall'ano della donna cominciò a fare capolino una punta marrone.
Finalmente un grosso stronzo si depositò nel piatto.
Evaristo respirò a pieni polmoni l'odore di merda che riempiva la stanza.
Terminata l'operazione, Amelia riprese a muoversi.
"Dove vai?"
"A pulirmi il culo!"
"Dai, vieni qui che ti pulisco io con la lingua"
Amalia si avvicinò, allargò con le mani le natiche e offrì l'orifizio alla bocca del marito.
Man mano che la lingua dell'uomo raccoglieva i pezzetti di merda, Amalia gemeva per l'eccitazione.
"Amalia, la tua merda ha un sapore meraviglioso, è così amara..."
Evaristo si siede a tavola, e dopo aver vuotato il recipiente pieno d'urina, cominciò a tagliare pezzi dello stronzo, e se li portava alla bocca, con il sussiego di un cliente di un ristorante di prima classe.
Amelia intanto, in preda ad una nuova eccitazione, si pose a cavalcioni del bracciolo di un poltrona e prese a sfregare la fica.
Venne più volte... Gridava... Diceva oscenità.
Evaristo terminò il suo pasto e stava leccando il fondo del piatto, quando la moglie si avvicinò e disse:
"Bastardo, come faccio a lasciarti, sai meglio di me quello che mi piace!"
"Non è necessario che mi lasci"
"E Romualdo? Ho promesso... "
"Puoi farlo venire tutte le volte che vuoi, lui, e anche altri"
"E tu?"
"Io farò quello che volete... Hai visto di che sono capace... "
"Quasi, quasi glielo chiedo, mi sa che gli piacerà... E' un tale porco"
Amelia prese il telefono e raccontò brevemente all'amante quanto era accaduto.
Si interruppe e si rivolse al marito:
"Gli piace, non vede l'ora, solo vuole sapere se può cacarti in bocca?"
"Naturalmente!"
Mentre Amalia riponeva il telefonino, Evaristo godeva all'idea che il suo matrimonio era salvo.

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